La Maternità come esperienza dell'Unità

La preoccupazione materna primaria

Subito dopo la nascita del bambino, la madre vive uno stato mentale fisiologico

molto particolare: la preoccupazione materna primaria.

Inizia durante la gravidanza e si conclude circa due settimane dopo la nascita del bambino

e una volta superata non è ricordata dalla madre

che tende a rimuoverne il ricordo.

(Winnicott)

Consiste nella capacità di identificarsi con il bambino, di sapersi mettere al posto del

bambino e di percepire i suoi bisogni anche del corpo. E’ una dipendenza totale che esclude qualsiasi altro interesse.

La sua mente è così presa totalmente da una parte inconscia della sua personalità capace di sentire quello che sarebbe impossibile sentire con la razionalità. E’ come assorbita in modo così intenso da perdere quasi la nozione della realtà, di sé, del tempo dello spazio.

E’ un modo di essere e di pensare che permette al bambino di essere sentito e di sopravvivere.

E’ molto importante lasciarsi andare a questo stato mentale escludendo ogni altra cosa.

Le madri che non riescono ad escludere altri interessi, vivranno una sensazione di mancanza, di distanza, che non permette al bambino di vivere la dipendenza totale che per lui è come il nuovo liquido amniotico che gli permette di vivere.

È importante che la madre sappia che questo stato mentale non è patologico, ma è assolutamente naturale ed è importante che non lo viva il modo negativo, non lo rifiuti ma lasci che avvenga, lasci che si manifesti. Fa parte del suo essere mamma ed è essenziale e consequenziale al costituirsi di quell'unità originaria fisica e psichica.

E’ una preoccupazione primaria perché è allo stato arcaico, antica, ancestrale, traspersonale, collettiva, tipica di tutti popoli e di tutte le civiltà, è archetipica. E, come tutti simboli archetipici, comprende in sé nuclei intensi di energia, elementi spirituali e aspetti divini che non appartengono a un’unica persona.

Lasciarsi andare a questo stato significa partecipare a una unità più importante dell’unione di due persone, significa toccare e sperimentare livelli profondi e alti che appartengono a tutta l’umanità. L'”essere presa” della madre dipende infatti dall'intensità e dalla natura traspersonale e archetipica dell’esperienza primaria.

Dopo due settimane questo stato mentale comincia a risolversi e la madre si ritrova a poter rimettere i piedi per terra e poter ritrovare se stessa.

L’esperienza di unità totale diventa sempre più concreta e sempre più familiare e l’aspetto universale si fa sempre più personale e sempre più particolare.

La sua unione è ora non solo unione di due elementi orizzontali, ma anche di due elementi verticali, dell’alto e del basso, dello spirituale con il materiale, dell’universale con il particolare, del traspersonale con il personale.

L’unione madre-bambino neonato rappresenta infatti per ogni persona e per ogni popolo un simbolo che incute rispetto e profonda emozione in quanto tocca e attiva una parte profonda di ognuno di noi.

fonte: http://www.progetti-educativi.it/?tag=relazione-madre-e-neonato

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