Tutto è incarnazione di Dio

20 Sep 2017

La vastità della creazione lascia sgomenti. La ricchezza di vita su questo pianeta imbarazza il cuore.

Occorre allargare i propri orizzonti interiori, espandere la capacità di comprendere, vedere dentro e fuori.

E' urgente, ormai. Lo è sempre stato, in realtà.

L'essere umano ha potenzialità incredibili. Questo pianeta potrebbe essere un Nucleo di Sviluppo per la Vita. 

Immaginate se ogni forma di civiltà utilizzasse il suo livello più alto di consapevolezza e lo applicasse per migliorare la qualità di vita su questo pianeta.

Quanto stupore scaturisce da questa visione?

 

L'uomo però, fa ancora fatica ad applicare questo schema. Deve ancora comprendere alcuni aspetti legati alla sua natura più animale. C'è un evidente bisogno di passare attraverso il dominio, il potere, lo sfruttamento delle risorse per poter comprendere quali sono le leggi dell'esistenza.

Non siamo ancora pronti ad essere auto-sufficienti, non riusciamo ancora a sentire Dio al nostro interno. Cerchiamo fonti esteriori di felicità.

E questo crea esattamente il Presente davanti ai nostri occhi.

 

Non si cerca una giustificazione per la cecità. Un cieco è un cieco, c'è poco da dire.

Tantissime persone ogni giorno vivono lontane da sé stesse e lontane da Dio, iper-razionalizzando il Mistero celato dietro alla vita, tentando di spiegarlo con una "formula matematica".

 

La vita però non dice nulla, essa si svela pian piano dall'interno.

Esiste una Voce dentro di noi, quel timbro preciso che ognuno a suo modo conosce, e che non può descrivere.

A volte la ritroviamo -Lei si lascia trovare- all'esterno. Si cela in uno sguardo, in un avvenimento, un richiamo forte a tal punto da dimenticare la sua origine interiore.

Ci appartiene da dentro. Noi le apparteniamo. Se così non fosse, la nostra interiorità non risuonerebbe. 

 

Ogni volta che siamo in preda all'intensità, Dio si sta muovendo al nostro interno alla ricerca di un varco per aprirci totalmente alla vita. Ci sta rovistando l'anima.

Certo, a volte la sua forza è dirompente tanto da traslarsi in dolore, oppure da lasciarci interdetti, ma non conviene opporre resistenza. Occorre abbandonarsi alla potenza di questa cascata, farsi attraversare dalle acque indomabili e fluire, senza tentare di andare contro la corrente.

Lasciare che ogni goccia si faccia strada in noi e vada a dissetare le fibre del nostro essere, per idratarlo e farlo crescere. Maturare. 

 

Tutto è incarnazione di Dio, tutto è fonte da cui dissetarsi.

Basta aver sete di Vita.

 

Daniela

 

 

 

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