Crescere figli nel 2017

Da quando sono diventata mamma ho avuto innumerevoli occasioni di crescita, comprensione e apprendimento. Non che prima non ne avessi, ma devo dire che la vita dispensa una quantità nettamente maggiore di situazioni in cui mettersi alla prova con chi ha la responsabilità di occuparsi di un altro essere umano con cui stringe dei legami. "I figli sono pezzi di cuore" diceva qualcuno. Già.


Il mondo dei genitori può variare -nell'arco della stessa giornata- dalle atmosfere degli episodi di Pimpa a quelle della più intensa delle serie horror fantasy (scherzo). ((Mica tanto)).

In ogni caso... E' bello imparare a godere del privilegio di occuparsi di un'altra persona sapendo che la sua vita è comunque indipendente dal tuo potere, nel bene e nel male. Potere di amarlo, di guidarlo, di proteggerlo, di reprimerlo, di impaurirlo, etc...

Per quanto ti sforzi di tenere tutto sotto controllo e garantire la sua sicurezza -degna di una squadra di agenti dei servizi segreti- la possibilità che si faccia male o che prenda l'influenza è sempre in agguato. Per quanto cerchi di informarti, studiare le migliori tecniche educative, di apprendimento, alimentari, etc, etc, etc... in cuor tuo sai che tua figlia, un giorno, potrebbe adottare quel comportamento che tu hai sempre cercato di evitare "per il suo bene".

Quello che mi ha lasciato però incredula è che, sempre nella mia fase di studio matto e disperatissimo, sono venuta a conoscenza della notizia che, negli ultimi anni, i bambini e i teenager depressi e infelici, affetti da ansia e attacchi di panico, sono in continuo aumento. Che l'uso degli psicofarmaci in età infantile è in progressiva crescita. Anche questa conoscenza è divenuta per me banco di prova, in quanto mi sono posta subito la domanda sulle possibili cause di questo avvenimento, e di come potessi fare la mia parte per evitare ai bambini e ai teenager che entrano in contatto con me un simile destino.

Quindi, da brava Spirtual Musa, ho subito iniziato a fare ulteriori ricerche.


Quello che ho scoperto è che le aspettative che gli adulti di riferimento ripongono nei bambini e nei ragazzi giocano un ruolo nefasto, in quanto la percezione che ne deriva è "merito amore in base a quanto sono performante" nello studio, nello sport, nelle relazioni, etc... Noi adulti -soprattutto i genitori- dobbiamo sempre fare attenzione a questa identificazione in cui è facile cadere, qualsiasi sia l'età del bambino con cui siamo a contatto.

Un'ottima qualità che possiamo sviluppare è l'ASCOLTO ATTIVO, ossia un modo di ascoltare e rispondere all'interlocutore -in questo caso il bambino o il ragazzo- che non si limita alla comprensione dei fatti, ma che mira a cogliere gli aspetti e le sfumature più profonde di una situazione in maniera empatica. Questa apertura che noi offriamo loro, chiedendo cosa sentono dentro, il perché dei loro comportamenti e decisioni, li aiuta a osservarsi e ad entrare in contatto con la loro interiorità e, importantissimo, trasmette loro l'interesse dell'adulto ad essere partecipe della loro vita interiore.

Udite, udite: i bambini che entrano in contatto consapevole con la loro interiorità sviluppano un carattere più tenace, hanno una tendenza ad essere più ottimisti e grintosi, credono maggiormente in loro stessi e nelle proprie capacità perché sentono interiormente il significato e il valore della propria vita.


Attraverso lo stimolo del loro innato slancio spirituale, senza condizionarne lo sviluppo e la direzione, offriamo ai bambini e ai ragazzi un prezioso antidoto contro la depressione e il disagio. Infatti, la privazione di una crescita spirituale, oltre quella materiale, ha conseguenze molto negative sulla persona, che svilupperà un senso del sé fragile e una bassa resilienza.

Non servono lauree per predisporsi in maniera costruttiva di fronte a tutto questo, basta semplicemente osservare la natura dei bambini seguendo e assecondando i loro talenti, sostenendo come parte fondamentale di un sano sviluppo la loro vita spirituale, che va coltivata, rafforzata e nutrita.


Il momento in cui offriamo loro la parte più autentica di noi stessi, dalla quale prenderanno esempio, è proprio quando non siamo impegnati a educarli.

Assistendo al miracolo di questi fiori che sbocciano davanti ai nostri occhi, un'azione concreta per ringraziare la vita è predisporre il terreno nel modo migliore affinché il miracolo continui ad avvenire in modo naturale ed equilibrato.

I bambini dovrebbero passare tantissimo tempo nella natura, a contatto con la terra e le sue meraviglie. Pochissimo il tempo concesso invece a contatto con la tecnologia (schermi visivi di qualsiasi tipo) con cui da 0 a 3 anni non devono proprio interagire, mentre dai 3 ai 6 anni solo mezzora al giorno e, se possibile, non tutti i giorni.


Un abbraccio,

Daniela



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