Sul Sentiero della Prova

5 May 2018

L'aspirante è colui che prende coscienza del fatto che, per trasformarsi ed elevare la qualità della propria vita, dovrà Lavorare su di sé senza attendere il cambiamento delle persone o delle situazioni che lo circondano.

È così che ha inizio il 'Sentiero della Prova', i cui requisiti, universalmente riconosciuti dall'Insegnamento, sono:

 

1. Un buon carattere

2. Giusto movente nell'azione

3. Servizio o capacità di esprimere amore intelligente

4. Meditazione

5. Studio tecnico della Scienza dei Centri

6. Esercizi di respirazione

7. Tecnica della volontà

8. Sviluppo del potere di impiegare il tempo

 

Qui di seguito riporto una breve esposizione di questi punti, per approfondire i quali consiglio la lettura del libro “Amore e Saggezza” di Leo e Viola Goldman (Ed. Synthesis).

 

Il primo passo prevede l’esplorazione del proprio “equipaggiamento”, che è il bagaglio che ciascuno di

noi porta con sé quando parte per ritornare su questo pianeta. È il prodotto di sforzi ed esperienze compiute in vite precedenti. L’insieme delle energie che compongono un individuo può essere brevemente riassunto in VIZI e VIRTÙ.
Il vizio è il predominio della personalità rispetto all'Anima; la virtù è il predominio dell’Anima sulla personalità. Passare da un predominio all'altro, sostituendo una vibrazione inferiore (vizio) con una superiore (virtù), è il processo che forma il carattere.

 

Inoltre, il ricercatore della verità dovrà porsi una domanda, alla quale solo lui ha il diritto di rispondere: “Qual è il movente che determina il mio sforzo?”. La risposta giusta esiste, ma non è questa la sede per rivelarla, poiché richiederebbe un dovuto approfondimento. Vi dirò solo che per arrivare a realizzarla ci sono delle precise indicazioni che i Maestri della Gerarchia hanno fornito all'Umanità. Chiunque può avere accesso ad esse, basta cercarle.

 

Proseguendo sul Sentiero dovrebbe iniziare ad accendersi una scintilla nuova, quella del Servizio. Il Servizio è un’azione che esprime amore intelligente, cioè la capacità di raggiungere lo scopo del vero bene o aiuto ad evolvere, verso un individuo, famiglia, gruppo, ecc ...

Man mano che si acquisisce coscienza, il Servizio acquista la nostra totale dedizione. Potremo servire quando avremo il potere, dato dalla guida dell’Anima, di sapere cosa e come fare. Il Servizio è essere capaci di agire in un certo modo spinti dall'Anima e non dal desiderio di fare o di ottenere.

Il Servizio crea le condizioni affinché la persona diventi affidabile.

Il Maestro Morya, nel libro <<Gerarchia>> dell’Agni Yoga, lo definisce così:

<<Vi si domanderà per quali segni si possa accertare l’imbocco del sentiero del Servizio. Il primo di essi è la rinuncia al passato e l’orientamento totale verso il futuro. Il secondo è il riconoscimento del Maestro nel cuore, non tanto perché sia necessario, quanto perché è impossibile fare altrimenti. Il terzo è la vittoria sulla paura, perché il Signore è una corazza che rende invulnerabili. Il quarto è l’assenza di biasimo, perché chi è lanciato verso il futuro non ha tempo di occuparsi dei rifiuti del giorno prima. Il quinto è la dedizione totale del proprio tempo a lavorare per il futuro. Il sesto è la gioia di servire e di essere interamente consacrati al bene del mondo. Il settimo è l’anelito ai mondi lontani e alle loro vie predestinate.

Questi sono i segni che fanno riconoscere uno spirito pronto e aperto al Servizio>>.

 

La meditazione è al quarto posto perché necessita di solide basi: la costruzione di un buon 

carattere e una vita pura, altrimenti stimolerebbe gli aspetti meno desiderabili della personalità: desiderio di progresso personale, acquisizione di poteri psichici, ecc. Uniti alla meditazione rafforzerebbero l’orgoglio, l’illusione e il desiderio egoistico.

Un’altra cosa da tener ben presente è che la meditazione fa affluire una maggiore energia nella persona che, se non viene utilizzata e messa a disposizione degli altri, tende a sovreccitare i centri producendo molti danni.

 

E qui arriviamo allo studio tecnico della Scienza dei Centri, che serve proprio per mettere al riparo il ricercatore da possibili errori che potrebbero essere pagati molto cari.

L’Insegnamento sottolinea sempre con forza il principio secondo il quale ogni lavoro deve sempre partire dall'alto, mai dal basso. Il Lavoro deve seguire i dettami dell’Anima. L’equilibrio dei centri e il loro sviluppo si attua realizzando la qualità della vita e non con tecniche particolari e specifiche.

 

Sugli esercizi di respirazione riporto direttamente le parole del Maestro Tibetano: <<Permettetemi di farvi notare che nessun esercizio di respirazione è esente da pericoli se non si cerchi contemporaneamente di stabilire un ritmo alla propria vita quotidiana. Le due attività devono procedere di pari passo.

[...] Nessuno può mettere in dubbio l’effetto che gli esercizi di respirazione producono sul corpo eterico. Come è certo che il mangiare e il bere costruiscono o rovinano il corpo fisico e aiutano o ostacolano il suo giusto funzionamento, così è altrettanto certo che gli esercizi respiratori producono potenti effetti se sono usati ingiustamente per un periodo di tempo abbastanza lungo.>> (A. Bailey, “Trattato di Magia Bianca”, pag 206)

 

E qui veniamo all'apprendimento della tecnica della Volontà.

La Volontà è quella qualità della psiche che attiva, vivifica e dirige tutte le energie dell’essere e rende quindi possibile l’intensità della vita. È l’applicazione nella vita, anche nelle più piccole cose, dei VALORI in cui si crede. Il ricercatore sa che esiste una volontà spirituale, che è una caratteristica dell’Anima, che cerca di portare la personalità a seguire la sua intenzione e il suo proposito.

Bisogna imparare ad usare la volontà seguendo quel proposito che noi riconosciamo come espressione del nostro Sé ed organizzando la vita quotidiana in modo che questo proposito possa essere effettuato.

 

Con lo stabilire un contatto sempre più saldo e costante con l’Anima, il ricercatore potrà agire come un punto radiante rispetto all'ambiente circostante. L’azione sarà così illuminata da un <<buon senso>> e da un discernimento che terranno conto della Legge di Economia, cioè della forza a disposizione e dal giusto riconoscimento dei valori che introdurranno delle priorità nel suo svolgimento. Quando tutti questi elementi saranno presenti sarà facile distribuire il proprio tempo e la propria forza, eliminando inutili dispersioni.

Teniamo presente che impiegare il proprio tempo in un lavoro spirituale significa operare, in un qualsiasi campo dell’attività umana, per realizzare qualcosa che porti avanti la coscienza umana nel suo cammino evolutivo.

 

In uno dei suoi testi, il Maestro Djwhal Khul, così si rivolge agli aspiranti: <<Siete pronti a vedere il dolore del mondo, i disastri, le rovine, e pur tuttavia a conservare la gioia? Siete capaci di collaborare al compiersi dell’evoluzione della razza umana, di assistere a ciò che è necessario che avvenga, e non agitarvi nel tentativo vano di arrestare quanto si svolge nel mondo?

Anime elette e duramente provate vengono attualmente chiamate a Lavorare in tutto il mondo.

[...] Noi che vegliamo su di voi e vi guidiamo da dietro il velo, ci rendiamo conto forse ancor di più di quanto possiate fare voi, oberati come siete dal peso del lavoro e degli affanni e immersi nell'ardore della mischia, di quali siano le vostre difficoltà fisiche, e morali, e un giorno potremo aiutarvi definitivamente a costruirvi dei corpi idonei al Servizio del mondo.

[...] Guardiamo con tenerezza tutti voi che con corpi deboli e sensibili, lottate, combattete, e ... talvolta cadete, e pur continuate a Servire.

[...] Prendete coraggio e conforto dalla certezza di sapere che l’Amore governa tutto e dalla consapevolezza che la Gerarchia veglia>>. (A. Bailey, “Trattato di Magia Bianca”, pag. 349)

 

 

Daniela

 

Testo estratto e riadattato dal libro “Amore e Saggezza” di Leo e Viola Goldman

 

 

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TORINO - Domenica 6 Maggio

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MILANO – Domenica 20 Maggio

Cerchio delle Donne

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