Abitare la distanza tra corpo e spirito

L'essere umano è costituito da spirito, corpo, mente e anima. La dimensione corporea e la dimensione spirituale, come accaduto nel corso della storia, vengono facilmente concepite, esperite e valorizzate separatamente, mai (o davvero raramente) religiosamente (re-ligàre: unire insieme).

Se qualcuno, cresciuto estraneo alla tradizione cristiana, leggesse il Vangelo per la prima volta (testo di riferimento di questo seminario) troverebbe inequivocabile come il messaggio centrale di questo testo riguardi l'incarnazione di Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo: la "corposità" di Gesù che "ha fatto carezze con le stesse mani nostre, guardato con i nostri stessi occhi, baciato con la nostra stessa bocca" (Sandro Spinsanti, teologo).


La sacralità del nostro corpo viene costruita e mantenuta intatta dalla solidità della nostra relazione con Dio. La preghiera è un modo per "dimorare" in Dio, uno stato di unità che ci fa entrare in relazione misteriosa con Lui.


Il Corpo, vissuto come Tempio dello Spirito, adempie totalmente alla sua Natura: essere il Luogo di Incontro e comunicazione tra realtà spirituale e materiale. Tale comunicazione può innescarsi attraverso una "preghiera educata", che non solo coinvolge ma necessita del corpo per entrare in autentica relazione con Dio.


La riunificazione tra corporeità e spiritualità è il fondamento per vivere pienamente -e in maniera lucida- il rapporto col Mistero della Vita.

"Chi di voi vuol vivere da angelo si ritroverà presto bestia. Perché noi non siamo angeli. Noi siamo uomini." Jean Bastaire (filosofo, ecologista)


"IL CORPO COME STRUMENTO DI PREGHIERA.

Abitare la distanza tra corpo e spirito" Webinar GoToMeeting a cura di Daniela Castellani


Sabato 21 Novembre 2020

h 9:30 - 12:30


Link evento Fb: https://fb.me/e/1RSBmQV4j

Iscrizione obbligatoria a: ilsoffiodivita@gmail.com


PROGRAMMA: 9:30 – inizio 11:00 – pausa 15’ 12:30 – conclusione e saluti


Costo del seminario: La quota indicativa di partecipazione è di 40 €, tuttavia abbiamo deciso di lasciare ad ognuno la possibilità di scegliere quanto versare in autonomia e nel rispetto del lavoro altrui, in base alle proprie possibilità.

Qualora avessi bisogno di chiarimenti in merito scrivi privatamente a ilsoffiodivita@gmail.com


ALCUNI DETTAGLI

La foto in locandina ritrae un dettaglio di un’installazione intitolata “Christ and Mary Magdalene” ad opera dello scultore Brian Wolfe collocata nella cappella della sede dei francescani “Old Mission” di Santa Barbara (California).

Ho scelto questa immagine perché l’impatto profondo e sottile della posizione corporea e dell’espressività del volto di Maria Maddalena su di me è stato immediato! Lei -finalmente riconosciuta come apostola- ci ha costretti a una presa di coscienza irrimediabile: l’uomo è spirituale solo in quanto indissociabile dalla vita del suo corpo, dal suo volto, dalle sue sensazioni. Ho imparato a diffidare dal tentativo di astrarsi dalla propria fisicità, considerandola un peso all’avanzamento della propria crescita spirituale. Sarebbe invece auspicabile per tutti noi iniziare un cammino di contemplazione mistica, pregno di calore, bellezza, ardore poetico e totale accettazione di sé, nella relazione amorosa e misteriosa con Dio. L’uomo attraverso il proprio corpo, accede al più elevato slancio nel confronti dello Spirito, abbracciando integralmente il suo ‘essere nel mondo’.


La citazione appartiene al filoso e teologo Xavier Lacroix, professore di teologia morale all’Università di Lione, che nelle sue opere ci obbliga a ripensare la nostra concezione troppo materialistica della carne, contrapposta a quella troppo intellettualista dello spirito, invitandoci a una stimolante riscoperta della grande originalità della rivelazione cristiana attraverso il Vangelo: il corpo, con tutto ciò che lo rende “carnale” ha una dignità e una gloria inaudite, è il “tempio dello Spirito Santo” cui è promessa la resurrezione. Concludo con un suo scritto:


“È così che noi comprendiamo la vita spirituale come modo di vivere il proprio corpo. Diventare spirituali è vivere il proprio corpo come donato e fatto per il dono. È dunque accettare di essere sensibili, disponibili, liberi, vulnerabili. Diventare deboli per gli altri. Tutti questi termini hanno in comune l’esser suggeriti dal motto ‘carnale’. Allorché il cuore di pietra diventa il cuore di carne, il soggetto diventa ‘tenero’ da duro che era. Scoprendo la debolezza dell’altro, egli cessa di nascondersi la propria debolezza. Nella tenerezza, due deboli si riconoscono e si affidano l’un all’altro. Due esseri si riconoscono come ‘incarnati’, cioè vulnerabili, vicini, disponibili, lungi dall’essere disincarnazione. La spiritualizzazione è incarnazione. […]La recipienza del corpo ha una diretta rilevanza teologica, in quanto offre un supporto alla dimensione sacra della vita. Il mondo di Dio non è colto con un ragionamento; piuttosto, come insegnano i mistici, con vista, udito, tatto, odorato, tutti i sensi.”


Un abbraccio, Daniela

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