La massima autorità dell'Amore

Il nostro corpo vive nel tempo ma può immergersi nell'eternità.

Concetto difficile da afferrare, in quanto nessuno può dirci esattamente cosa voglia dire "immergersi nell'eternità".

Sappiamo però che esiste un modo per uscire dal tempo e da noi stessi: la relazione d'amore.

Se ricerchiamo le origini della parola amore, scopriamo che a-mors, in latino significa senza morte.


L'eternità appare come quel tempo infinito al di là di nascita e morte, un tempo non-tempo dove anche le nostre percezioni non sono più quelle che conosciamo, un passaggio di stato che ci proietta in qualcosa di estremamente ignoto, ma che inspiegabilmente nel nostro profondo sentiamo di conoscere.

Amare ci prende tutti, prende tutto di noi e, in questa perdita di noi stessi, ci fa perdere il controllo che crediamo di avere sulla nostra vita. È un perdere noi stessi per acquisire qualcosa che va oltre noi e di cui tutti abbiamo fame e sete.

Cos’è questa sete e cos’è questa fame?

Nel Vangelo Gesù ci dice:

<< Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete>> (Gv 6, 35) .. e poi ancora:

<< La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.>> (Gv 6, 55-56)

Gesù Cristo è la massima autorità d’Amore che esista.


I mistici insegnano che nella relazione col Cristo, che ha donato il proprio corpo, può accadere che il nostro essere venga magnetizzato totalmente verso questo epicentro d’Amore, coinvolgendo ogni parte di noi. È così che la nostra preghiera non si tradurebbe in una formula da recitare bensì in uno ‘stare con Dio’, vivendo il corpo come un Tempio.

L’estasi, nella mistica, è il rapimento dell’anima in diretta comunicazione con il soprannaturale. Come esperienza mistico-religiosa, l’estasi si ritrova in tutti gli stadi culturali (fonte Treccani).


Sandro Spinsanti (teologo) afferma:

Gesù non ha paura di compromettere Dio con la carne, poiché annuncia la salvezza ad ogni carne. Il peccato non è il corpo ma la disobbedienza e la rottura dell’alleanza. Del resto la cosa più originale della nostra fede non è che Dio ha creato il mondo, ha creato ‘cose’, ma che lui stesso si è fatto corpo, ha preso carne.


In un rapporto autentico e totale con Dio è inevitabile il coinvolgimento del nostro corpo.

In più, nella fede cristiana, il rapporto è con un Verbo che si è fatto carne, Gesù il Cristo, e quindi anche con la realtà di un corpo.


Un abbraccio,

Daniela


IL CORPO COME STRUMENTO DI PREGHIERA Abitare la distanza tra corpo e spirito Webinar GoToMeeting a cura di Daniela Castellani


Sabato 21 Novembre 2020 h 9:30 - 12:30


Iscrizione obbligatoria a: ilsoffiodivita@gmail.com

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